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Dallo splendore alla decadenza - Dallo Splendore

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Dallo splendore alla decadenza
Dallo Splendore
Repubblica Marinara
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DALLO SPLENDORE ALLA DECADENZA

Anno 1000: il mondo cristiano si sveglia a nuova vita: non è arrivata l'Apocalisse; le profezie di sciagura non si sono verificate.

 

Gli echi della civiltà di Roma si sono ormai sparsi per tutta l'Europa, nel contrasto barbarico delle genti che si sono intanto affacciate alla ribalta della storia. L'Italia è divisa. Gli Italiani stentano a riconoscersi in una sola entità nazionale, per la quale dovranno attendere ancora vari secoli. Uomini coraggiosi, memori dei tempi antichi, cominciano a guardare al passato. Le città, fino ad allora in abbandono, trovano la forza di nuove energie. Pisa è una di queste. Nell'attesa dell'unione spirituale di tutti gli Italiani, l'antica colonia romana sviluppa la propria indipendenza economica e politica, con coraggio e fierezza. L'alba dei tempi nuovi risveglia e ritrova i contorni montuosi, le foreste tranquille, le spiagge riarse e le paludi dove gli uccelli migratori fanno sentire il loro grido selvaggio. Goti e Bizantini, Longobardi e Franchi sono passati nella storia di Pisa. L'anno 1000 cancella le lotte, gli abbandoni, i timori, i ricordi di antiche servitù e dominazioni. Ora i Pisani acquistano la coscienza di una forza interiore che si manifesterà più tardi nel grande patrimonio culturale di una città e di un popolo. La flotta della libera Repubblica comincia a dominare incontrastata il bacino Mediterraneo. Commercianti e marinai portano il nome di Pisa ovunque esistano possibilità di commercio e di scambi vantaggiosi, e si affacciano intrepidi sull'Atlantico. Risalgono le coste portoghesi e francesi. Arrivano fino a Calais.
Anno 1063: la flotta pisana sbaraglia i Saraceni di Palermo; la ricca preda riportata da questa spedizione consente l'inizio della costruzione della Cattedrale, che ha in Buschetto Pisano il geniale ideatore. Lo stile romanico pisano vede sorgere il suo capolavoro che riassume in sé tutti i motivi di un'arte classica che promana dalle rovine gloriose e dalle opere superbe che Roma aveva lasciato a Pisa. La vita della città è animata da uno sviluppo che non troverà mai più riscontro. Pisa assume nella seconda metà dell'Xl secolo una propria fisionomia urbanistica. Il Xll secolo vede Pisa aumentare la propria prosperità. I Pisani impongono i loro commerci e la loro politica fino alle lontane coste della Siria.
Le antiche, affascinanti città di Tiro, Laodicea, e Giaffa ospitano questi intraprendenti mercanti e marinai Pisani che installano magazzini e empori sino a Costantinopoli. Fiorisce l'arte di Bonanno Pisano in coincidenza con il più grande splendore del momento evolutivo della Repubblica Pisana.
Anno 1264: la flotta pisana soccombe sotto i colpi terribili della flotta genovese. L'isola della Meloria è testimone della morte di 20.000 pisani e dell'inesorabile tramonto della potenza marinara di Pisa. Giunta Pisano, pittore dei Cristi malinconici, pervasi da una sofferenza drammatica, insolita per i suoi tempi, nasce in un anno indeterminato della prima metà del XIII secolo. Anche Nicola e Giovanni Pisano, con arte sublime, scandiscono a colpi di scalpello il dramma della decadenza della città al termine del Xlll secolo, ed è proprio in questo momento di grande tensione politica che essi danno corpo alla nuova scultura italiana. È il momento della loro più grande popolarità, della loro grandezza, del loro genio, del loro dramma, del loro umanissimo tormento.
Termina il XIII secolo; la città soffoca. I commerci e i traffici che la resero fiorente e rispettata languiscono. Guido da Montefeltro viene chiamato dai Pisani, e corre in loro aiuto. La Corsica intanto (1300) deve essere ceduta ai genovesi. Ardono le lotte cittadine tra il partito guelfo e quello ghibellino. Queste lotte impediranno a Pisa di riprendere il suo passato splendore. Anche Andrea e Nino Pisano vivono le vicende contrastanti della loro città. Pur tuttavia trovano la forza di esprimersi con estrema naturalezza, poesia ed equilibrio. La storia della città non avrà d'ora innanzi quel fascino e quella grandezza dello splendido periodo della Repubblica Marinara.